Oggi parliamo di quel dedalo di vie che passa per Castaldi, arriva in Palazzi e ha il suo epicentro in via Lecco. È un piccolo quartiere nascosto dietro a viale Buenos Aires, da sempre a forte vocazione residenziale, multietnica e di piccolo dettaglio.
Parliamo di queste strade ma, a Milano, decine di tranquilli quartieri hanno subito la stessa sorte.
Il primo segno dell’ingerenza comunale in queste vie si ha con l’eliminazione dei parcheggi a 45° da un lato di via Lecco. Il perché non si è mai capito, il risultato però è immediato: si perdono decine di parcheggi e la via diventa il paradiso della sosta in seconda fila.
Durante le prime ondate migratorie il Comune si fa bello sui media dicendo “Noi accettiamo tutti, Milano è aperta e multiculturale”, tutto bello e condivisibile a parole ma, nei fatti, scarica letteralmente intere famiglie per le strade, principalmente in via Palazzi, lasciando bambini, anziani, donne, e persone senza alcun reddito, a vivere sui marciapiedi.
La bellissima ristrutturazione del Lazzaretto offre alla giunta l’occasione di far sparire una via e togliere l’accesso di via Lecco in Viale Tunisia. Tutto ciò provoca immediatamente un aumento del traffico, tempi di percorrenza allungati (per fare 20 metri ora ce ne vogliono 400), la scomparsa di ulteriori parcheggi e un aumento dell’inquinamento dato da tutte queste variabili (il solo tempo medio di parcheggio nella zona passa da 5-10 min. a 30-impossibile). Sembra una pista Polistil con le stesse macchinine che girano per ore.
Nell’angolo tra via Lecco e Castaldi apre un bar che riscuote un buon successo e, da dissapori interni, ne viene aperto un altro a pochi metri di distanza. La vicinanza tra la proprietà di questi due baretti e la giunta, e tutte le azioni che verranno dopo, mettono in allarme i residenti che cercano i primi contatti con il Municipio di zona.




