Riepiloghiamo per chi se lo fosse perso.
L’Italia è uno dei paesi più colpiti al mondo per la pandemia legata al Covid-19. La Lombardia è la regione italiana dove tutto ha avuto inizio, la prima che ha saturato gli ospedali e quella che ha più sofferto l’impatto del virus.
Milano, anche grazie alle scelte oculate della giunta, è una delle città lombarde che registra più contagi in tutto il paese.
Come reagisce quindi l’amministrazione cittadina a quella che, dopo la fase sanitaria, diventerà una durissima crisi economica per tutta l’area metropolitana?
Pitturando le strade.
Costa poco, porta un sacco di like sui social, è una notizia vendibile ai giornali “amici” per farsi belli.
I cittadini in questa fase critica ovviamente privilegeranno le auto ai mezzi pubblici per spostarsi. È il luogo più sicuro e che garantirà meno contagi da assembramento.
Se ci pensate è totalmente logico e quel poco inquinamento prodotto in più (tutto da dimostrare comunque) sarebbe peraltro compensato dalla chiusura dei riscaldamenti e da mesi di lockdown.
Ma la logica abita da altre parti, quindi perché non rendere la vita impossibile a quei cittadini? Soprattutto all’area produttiva.
Il risultato? Più gente si accalcherà sui mezzi e allegri lavoratori in tailleur e giacca e cravatta sfrecceranno in bici sotto i 30° e passa della città. Fortunatamente ormai le riunioni si fanno a distanza.
Se già non fossero bastati gli scempi alla viabilità compiuti in questi anni (semafori piantati come alberelli, sensi unici che si arrotolano su se stessi, scomparsa di parcheggi, tavolini e gazebo spuntati ovunque, tonnellate di piste ciclabili che finiscono nel nulla…), la nostra eroica giunta decide che si può addirittura fare di meglio per aiutare cittadini, venditori, rappresentanti, spedizionieri… e chiunque debba muoversi per lavoro a Milano e così, nottetempo, studia strategie sempre più ardite.
Fregandosene delle reiterate richieste degli abitanti della zona, si decide di portare avanti la pedonalizzazione delle aree vicine a via Lecco. Un piccolo quartiere dove era ormai diventato impossibile vivere, dormire, muoversi, parcheggiare, si trasformerà in un incubo per i residenti. Ma in fondo la giunta mica si occupa dei residenti, sono cose così banali.
La giunta si occupa di urbanistica tattica. Dal punto di vista del marketing fa molto più figo e riesce a celare bene la realtà: giocano con le vite dei loro cittadini.
Dopo essere naufragato (per ora) il progetto di far attraversare la città dal Naviglio (un piano di lavoro così assurdo che forse qualche dubbio ha colto anche loro), sono allo studio decine e decine di progetti piccoli e grandi che sconvolgeranno viabilità e urbanistica.
Verranno paralizzate Via Venini/Popoli Uniti, Monte Rosa, Buonarroti, Vincenzo Monti, piazza Belloveso, Dergano, Porta Genova, via Gattamelata, via Melzo, Duca d’Aosta, piazzale Archinto, S. Agostino, Liberty… e chi più ne ha, più ne metta. Si bloccherà l’intera mobilità cittadina sotto la bandiera del “più bici per tutti”.
Tra l’altro vengono utilizzati i colori blu e giallo sparsi un po’ a chiazze informi e a pois, “colori allegri” vengono definiti dalla stampa amica (in realtà è probabile che siano gli avanzi delle strisce che delimitano i parcheggi). Così, oltre che devastanti dal punto di vista della mobilità, sono anche osceni da guardare. Un bel pugno in un occhio alla città del design e della moda.
Ecco, adesso sono tutti contenti: i nonni e i bambini che vanno a scuola, le bande dei maniaci dell’aperitivo, i movidari delle 4 di notte, chi scrive post sui social, i giornalisti da veline, i benpensanti che non hanno mai messo piede in una realtà produttiva. Molti artigiani, autonomi, aziende e partite iva chiuderanno, ma è un argomento che fa così poco chic… qui noi ci occupiamo di futuro!





