PIÙ MONOPATTINI PER TUTTI

PIÙ MONOPATTINI PER TUTTI

Non sappiamo ancora se sia vero (sì, è vero), siamo sempre in attesa che sia pubblicato questo dannato decreto di aprile, ops, di maggio, ops, decreto Rilancio. Fatto sta che, dalle anticipazioni, sembra che il rilancio lo faremo in monopattino.

Abbiamo un paese a pezzi. Aziende che chiudono ogni giorno, lavoratori che non arrivano alla fine del mese (spesso nemmeno all’inizio), famiglie in gravissima difficoltà e code sempre più lunghe alle mense dei poveri e ai banchi dei pegni. Ci piacerebbe sapere, in questi mesi di enorme difficoltà, chi sia quel geniaccio che ha considerato una priorità inserire il bonus per l’acquisto dei monopattini.

Chi abbia avuto questa idea nel governo ancora non lo sappiamo. Siamo consapevoli però da dove arrivi la ventata ispiratrice di questa manovra: la cara e vecchia Milano.


Da quando il Comune ha deciso che l’area imprenditoriale e produttiva di questa città non fosse importante, spingendo la conversione turistica di uno dei motori del paese, Milano è tutta un fiorire di mobilità alternativa che, per quanto bella, con il lavoro c’entra nulla, anzi, lo mette in forte crisi (se volete vi rimandiamo al post sulle auto).

Quindi qual è l’urgente motivazione che si nasconde dietro questo provvedimento? Decongestionare la mobilità cittadina. Veramente? Se volete decongestionarla sul serio, e non solo a chiacchiere ideologiche, favorite il mezzo più logico in questi momenti, liberate le strade invece di occuparle con disegnini e tavolini, fate quei parcheggi che sono anni che la città vi chiede.

Tra l’altro, viste le gravi conseguenze economiche, spingere le persone all’ennesimo acquisto inutile non ci sembra geniale, o sbagliamo noi? “Hai la macchina, bene. Adesso compra anche la moto, perché la macchina non te la faccio usare, però la tua moto inquina, comprati la bici. E adesso mettiti in casa anche bel monopattino, un hoverboard, un monowheel…”.
Beh, ne guadagnerà l’industria nazionale, dobbiamo rimettere in moto l’economia. L’Italia, che produce anche ottime biciclette, ma di altissimo livello, è invece abbastanza scoperta nella fascia bassa, quindi gran parte degli utili derivati dalla vendita di biciclette e monopattini di primo prezzo andrà alla Cina.

Forse il comparto che vogliono aiutare è quello delle assicurazioni, il monopattino è infatti uno dei mezzi più pericolosi per spostarsi, sia per chi li guida, sia per i pedoni. Molte città all’estero li hanno infatti bloccati. E non è nemmeno un mezzo molto ecologico, esistono infatti diverse ricerche (Lime, Itdp…) che, valutando i materiali di costruzione, la produzione e durata delle batterie, il breve ciclo di vita del mezzo e il costo sociale, non dipingono esattamente un quadro edificante.

Sarà, evidentemente era proprio un’urgenza improcrastinabile, tanto da dedicare al bonus ben 120 milioni di euro. Scusate, ci sbagliamo sicuramente noi.