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Disastri, Milano, Mobilità

I dehor. Ennesimo atto di incompetenza e prepotenza dell’amministrazione cittadina.

I dehor. Ennesimo atto di incompetenza e prepotenza dell’amministrazione cittadina.

Durante il lockdown l’amministrazione cittadina sonnecchia. Quando apre gli occhi lo fa per compiere i soliti danni (ricordiamo i #milanononsiferma, le invettive contro lo smart working, le raviolate a chinatown…)
Tutti si aspettano aiuti concreti a imprese e cittadini, ma il Comune è capace unicamente di mettere i bastoni tra le ruote (letteralmente) ad aziende, uffici, lavoratori e residenti.

I dehor sono l’ultima geniale trovata. Baretti e ristoranti hanno capienza ridotta? Beh, basta occupare tutte le strade con i tavolini!

Voi ovviamente pensate che qualcuno in giunta si sia alzato e abbia chiesto: “tutto bello, ma in una città in perenne crisi di parcheggi, i residenti dove parcheggeranno le auto?”, beh, scordatevelo. Alla giunta di dove sostino lavoratori, anziani, famiglie, e mezzi in genere, non ne può fregare di meno.

Parliamoci chiaro. I dehor sono un’azione di prepotenza inaudita contro i propri cittadini e servono pochissimo ai locali.

Beh, almeno vi aspetterete regole stringenti per ottenere i permessi. Non scherziamo, qualsiasi localino che pre lockdown aveva al massimo tre clienti all’interno può occupare anche lo spazio di sosta di 3/4 auto.

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Milano, Mobilità

Buongiorno.

Buongiorno a tutti i milanesi che lavorano. Da oggi riaprono le aree “un fiorino”. Si comincia con l’area C, a breve anche la B. Cominciano inoltre a spuntare le multe sulle auto di chi si muove per lavoro.

Il Comune, che per l’ennesima volta non ha capito cosa sta succedendo, ricomincia a fare cassa. Lo Stato vi ha dato 600 euro o un po’ di cassa integrazione (a chi è fortunato)? Bene, ce li riprendiamo subito. Vi servivano per sopravvivere? Chissenefrega, qui dobbiamo comprare un sacco di vernice per pitturare l’asfalto.

A chi pensasse che la pandemia Covid-19 potesse insegnare qualcosa abbiamo una triste notizia da dare: no, non ha insegnato assolutamente nulla.

Se non ci credete provate ad andare sul sito del Comune di Milano a vedere quante azioni, sostegni, iniziative sono state messe in atto per aiutare autonomi, partite iva, piccole aziende… Troverete nulla se non qualche link che rimbalza all’esterno.

Ritornano le movide selvagge, le urla a qualsiasi ora della notte, rifiuti lasciati ovunque, lo spaccio allegro, gli accoltellamenti qua e là, le zone off limits per delinquenza varia, il degrado sempre più presente… insomma: Milano riapre!

Continua quindi anche la scellerata opera di desertificazione lavorativa della città fatta da amministrazioni convinte che si possano mantenere centinaia di migliaia di cittadini con i giri in bici, i monopattini, bloccando la città e uccidendo il settore automotive.

Auguri Milano. Tra pochi anni (mesi?) troveremo tatuati sulla nostra pelle i risultati disastrosi di queste politiche.

Milano, Mobilità, Movida

La strana storia del quartiere Lazzaretto.

La strana storia del quartiere Lazzaretto.

Oggi parliamo di quel dedalo di vie che passa per Castaldi, arriva in Palazzi e ha il suo epicentro in via Lecco. È un piccolo quartiere nascosto dietro a viale Buenos Aires, da sempre a forte vocazione residenziale, multietnica e di piccolo dettaglio.
Parliamo di queste strade ma, a Milano, decine di tranquilli quartieri hanno subito la stessa sorte.

Il primo segno dell’ingerenza comunale in queste vie si ha con l’eliminazione dei parcheggi a 45° da un lato di via Lecco. Il perché non si è mai capito, il risultato però è immediato: si perdono decine di parcheggi e la via diventa il paradiso della sosta in seconda fila.

Durante le prime ondate migratorie il Comune si fa bello sui media dicendo “Noi accettiamo tutti, Milano è aperta e multiculturale”, tutto bello e condivisibile a parole ma, nei fatti, scarica letteralmente intere famiglie per le strade, principalmente in via Palazzi, lasciando bambini, anziani, donne, e persone senza alcun reddito, a vivere sui marciapiedi.

La bellissima ristrutturazione del Lazzaretto offre alla giunta l’occasione di far sparire una via e togliere l’accesso di via Lecco in Viale Tunisia. Tutto ciò provoca immediatamente un aumento del traffico, tempi di percorrenza allungati (per fare 20 metri ora ce ne vogliono 400), la scomparsa di ulteriori parcheggi e un aumento dell’inquinamento dato da tutte queste variabili (il solo tempo medio di parcheggio nella zona passa da 5-10 min. a 30-impossibile). Sembra una pista Polistil con le stesse macchinine che girano per ore.

Nell’angolo tra via Lecco e Castaldi apre un bar che riscuote un buon successo e, da dissapori interni, ne viene aperto un altro a pochi metri di distanza. La vicinanza tra la proprietà di questi due baretti e la giunta, e tutte le azioni che verranno dopo, mettono in allarme i residenti che cercano i primi contatti con il Municipio di zona.

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Milano, Mobilità

PIÙ MONOPATTINI PER TUTTI

PIÙ MONOPATTINI PER TUTTI

Non sappiamo ancora se sia vero (sì, è vero), siamo sempre in attesa che sia pubblicato questo dannato decreto di aprile, ops, di maggio, ops, decreto Rilancio. Fatto sta che, dalle anticipazioni, sembra che il rilancio lo faremo in monopattino.

Abbiamo un paese a pezzi. Aziende che chiudono ogni giorno, lavoratori che non arrivano alla fine del mese (spesso nemmeno all’inizio), famiglie in gravissima difficoltà e code sempre più lunghe alle mense dei poveri e ai banchi dei pegni. Ci piacerebbe sapere, in questi mesi di enorme difficoltà, chi sia quel geniaccio che ha considerato una priorità inserire il bonus per l’acquisto dei monopattini.

Chi abbia avuto questa idea nel governo ancora non lo sappiamo. Siamo consapevoli però da dove arrivi la ventata ispiratrice di questa manovra: la cara e vecchia Milano.

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