Sveglia Milano!

Sveglia Milano!

Questo è Carlo, un allegro milanese ripreso al risveglio mattutino.

Non sembra esattamente in forma, ma ripercorriamo solo per un attimo la sua serata:
il nostro amico Carlo arriva da ore passate nel traffico (il sindaco ha deciso di distruggere la mobilità cittadina), da un’altra ora alla ricerca spasmodica di un parcheggio (il sindaco li ha tolti praticamente tutti).

Certo, gli hanno detto che le auto sono out, poco chic, per nulla trendy e poco eco, ma lui fa il rappresentante, è il suo strumento di lavoro (il sindaco gli ha detto che deve usare monopattini e bici, ma sai com’è, Carlo lavora).

Finalmente, facendo slalom tra dehor, marciapiedi occupati, monopattini che gli sfrecciano sui piedi, ubriachi e senza tetto sdraiati per strada, arriva al portone di casa sua. Qualcuno ha lasciato i suoi bisogni davanti al cancello e, per poco, non ha schiacciato una bottiglia infranta sull’asfalto (il sindaco gli ha spiegato che bisogna aiutare i locali. Perché poi, per farlo, si debba mettere in crisi ogni altra attività lavorativa è un mistero che Carlo non sa risolvere, ma è il futuro, gli dicono).

Giornata di lavoro impegnativa, arrivo ancora più difficoltoso, ma ora è finalmente a casa.
Il nostro giovane milanese apre quindi le finestre e si siede sul divano in cerca di un breve relax prima di cena.

Accende la tv per seguire le notizie al TG, ma l’audio non si sente, è coperto da un frastuono che proviene da sotto. Carlo si affaccia così al balcone.

I locali sotto casa hanno cominciato le danze. È l’ora dell’aperitivo. I dehor si riempiono, la strada pure e bande di ragazzi urlanti cominciano la colonna sonora che neanche i tripli vetri riescono a contenere. I muri di casa vibrano. E tutto questo non finirà fino alle 4 di notte.
Alle 4.30 c’è una rissa sotto casa. Un gruppetto di ubriachi ha deciso di fare un po’ di guerriglia.

Verso le 5, dopo aver tentato invano un aiuto dalle forze dell’ordine, riesce ad addormentarsi. Proprio a quell’ora arriva l’Amsa, costretta a un doppio lavoro da rifiuti abbandonati ovunque. Parte la raccolta delle bottiglie, il lavaggio delle strade e la raccolta.

Carlo viene di nuovo svegliato dai rumori e, mentre prova a riaddormentarsi… suona la sveglia. Sono le 6.30 e parte una nuova, entusiasmante, giornata di lavoro.

Quella stessa mattina troverà anche una bella multa come benvenuto comunale perché le ruote della sua auto erano 10 cm oltre la striscia blu.

Come pensate svolgerà il suo lavoro dopo la nuova vita assicurata dal sindaco? Privazione del sonno, stress, nervosismo… Andrà ad aumentare le fila degli incidenti sul lavoro?

Questa è la condizione di decine di migliaia di cittadini a Milano. Persone tranquille e rispettose che, come si dice, tirano la carretta e cercano di assicurare un futuro sano a questa città.

Persone a cui l’amministrazione sputa in faccia praticamente ogni giorno.

Sveglia Milano! o di questa città non resterà più nulla.