Questo è Carlo, un allegro milanese ripreso al risveglio mattutino.
Non sembra esattamente in forma, ma ripercorriamo solo per un attimo la sua serata:
il nostro amico Carlo arriva da ore passate nel traffico (il sindaco ha deciso di distruggere la mobilità cittadina), da un’altra ora alla ricerca spasmodica di un parcheggio (il sindaco li ha tolti praticamente tutti).
Certo, gli hanno detto che le auto sono out, poco chic, per nulla trendy e poco eco, ma lui fa il rappresentante, è il suo strumento di lavoro (il sindaco gli ha detto che deve usare monopattini e bici, ma sai com’è, Carlo lavora).
Finalmente, facendo slalom tra dehor, marciapiedi occupati, monopattini che gli sfrecciano sui piedi, ubriachi e senza tetto sdraiati per strada, arriva al portone di casa sua. Qualcuno ha lasciato i suoi bisogni davanti al cancello e, per poco, non ha schiacciato una bottiglia infranta sull’asfalto (il sindaco gli ha spiegato che bisogna aiutare i locali. Perché poi, per farlo, si debba mettere in crisi ogni altra attività lavorativa è un mistero che Carlo non sa risolvere, ma è il futuro, gli dicono).





