MILANO, QUESTA È UNA MACCHINA

MILANO, QUESTA È UNA MACCHINA

Questo post ha solo valore informativo/educativo generale per la nostra giunta (ma, anche se in maniera minore, vale un po’ per qualsiasi città).

Cos’è esattamente quest’ammasso di lamiera sgraziata che vedete muoversi sotto al municipio?

Cari amministratori, quelle scatolette si chiamano automobili. Servono ad assicurare la mobilità dei cittadini. Certo, penserete siano tutte persone che si spostano senza un perché solo per ascoltare un po’ di musica, e forse in alcuni casi può anche essere vero. La realtà è che dentro quelle lattine ci sono rappresentanti, imprenditori o venditori che muovono piccole quantità di merci, famiglie che vanno dai nonni o fanno un weekend di vacanza; strani personaggi che devono spostarsi in orari di chiusura Atm. Alcuni pazzi addirittura vengono da paesini non collegati e diverse persone non hanno alcuna alternativa a quei mezzi. Poi ci sono trasporti di infermi, disabili, emergenze… Insomma, un sacco di squilibrati che utilizzano quelle auto per necessità.

Quando invece vedete passare delle auto un po’ più brutte e più grandi, quelli sono i camioncini. Questi cosoni servono a trasportare merci in giro per la città. Giusto per informazione vi ricordiamo che a Milano si muovono decine di migliaia di questi portapacchetti e che questo, che piaccia o no, è il futuro degli acquisti.
Conoscete quella grande piattaforma americana con il sorriso nel logo, giusto? Forse sarà capitato anche a voi di ordinare qualcosa e farvelo portare a casa, in attesa del teletrasporto o dei droni di consegna, sono quei camioncini a farvi avere i pacchetti.

camioncino

Poi ci sono anche un sacco di categorie di veicoli che si aggirano per la città: ambulanze, macchine della polizia e dei vigili del fuoco, taxi, scuolabus, carri attrezzi (no, questi ultimi li conoscete).

Tutti questi mezzi potranno anche essere, come pensate voi, un hobby per dinosauri, ma garantiscono allo Stato quasi 75 miliardi di euro ogni anno tra tasse sui carburanti, iva sulla vendita, bollo auto, etc…

Anche questa cosa vi sembrerà strana, ma questi singolari aggeggi non “appaiono” nei garage dei cittadini come per magia. Vengono infatti vendute da migliaia di concessionarie sparse un po’ ovunque, che occupano lavoratori anche per la manutenzione.

Pensate anche che un sacco di aziende occupano anche persone per costruirle e, intorno a questo mondo, si muove un indotto enorme oltre a investimenti pubblicitari tra i più vasti.

Poi le automobili sono fatte di un sacco di parti diverse. Ci sono le gomme, gli impianti elettrici, gli accessori, le spazzole… e tantissimi pezzi che si usurano con il tempo. Vi siete mai chiesti quelle centinaia di strani negozi con insegna: elettrauto, gommista, autoaccessori, carrozzieri, autofficine, autolavaggi, parcheggi

Mestieri auto

È tutta roba che fa fumo, è vero. Ma crea meno danni di quanto crediate, tanto è vero che, in periodi di blocco traffico, l’inquinamento non scende. Tra l’altro avete costretto gli automobilisti a buttare mezzi nuovissimi con gli stop a euro 0, 1, 2, 3, 4… Un salasso per cittadini già in crisi e un disastro per l’ambiente con milioni di automezzi e parti non riciclabili da buttare. Per non parlare di quelle prese in giro delle ZTL che rimandano ai film di Benigni e Troisi: un fiorino! (che, guarda caso, è anche il nome di un veicolo).

E poi andiamo verso un mondo elettrico, a idrogeno, solare… Dov’è il problema?

Ecco, tutta la vostra guerra miope e ideologica sarà un disastro economico senza precedenti. Lo sarebbe stato anche in una società ricchissima, figuriamoci se si può giocare con queste variabili con città e stati in grandissima sofferenza.

Quante persone perderanno il lavoro per le vostre politiche senza senso? Quante risorse perderà lo Stato (e i Comuni) per i mancati introiti? Pensate di compensare con biciclette e monopattini? Ripensateci.