Benvenuti a Milano

Benvenuti a Milano

Credevate Milano fosse la città del business, delle aziende, dell’imprenditoria, degli incontri ad alto livello, delle fiere, della moda, della piccola e media iniziativa privata?

Beh, ricredetevi.

Milano è eco, trendy, cool, hip, chic… (sembra un discorso da ubriachi, vero?), ma soprattutto vuole diventare un grande Luna Park turistico. Cioè, non è che lo vogliano i milanesi pensanti (a loro piacerebbe lavorare), non ne è nemmeno troppo contento chi deve venirci per lavorare… ma allora chi è che lo vuole?

La giunta.


Che senso ha lavorare se possiamo passeggiare tra i fiori? perché sudare e impegnarsi quando l’alternativa è un bel mojito, un pink gin o un moscow mule? Perché riposarsi dopo intense giornate lavorative quando possiamo urlare sotto i balconi fino alle 4 di notte?

Gli fanno compagnia i giornali amici della giunta e i cittadini che dicono “yeah” a prescindere. La giunta dice “movida!” e loro “movida!”, la giunta dice “bici!” e loro a comprarsene una, poi gli dice “monopattini!” e loro guardano un po’ sconsolati la bici che avevano appena comprato, fanno un bel respirone e… “monopattini!”.

Sia chiaro, qui nessuno ce l’ha con le bici, sono uno splendido modo di muoversi nella natura. Lo sono un po’ meno nell’area più inquinata d’Europa e, sorpresa, il motivo non sono le auto. Le bici sono bellissime, ma in moltissimi casi non possono essere uno strumento di mobilità (lavorativa) alternativa.

Vabbé, aspettiamo tutti il reddito di cittadinanza, ormai a stare a casa siamo già abituati.