Purtroppo in questo paese l’ideologia c’entra con qualsiasi cosa. Come nei buoni vecchi bar sport, le squadre avversarie non perdono mai occasioni per darsi addosso. Il livello della nostra politica è poi di così basso livello che schiere di fan si scatenano seguendo le veline della propria curva anche se stiamo parlando di morti.
Autonomia di pensiero? Non pervenuta. Capacità critica? Ai minimi storici. Rispetto per i fatti? Sì, ottima battuta..
La velina data in pasto in questi giorni ai propri tifosi è quella dell’ospedale costruito in Fiera.
Facciamo un piccolo passo indietro. Siamo in piena emergenza Covid-19, i numeri continuano a salire e non si intravede un’inversione di tendenza.
Gli ospedali sono al collasso: mancano medici, spazi fisici, respiratori (oltre ai Dpi che il governo non è in grado di recuperare e distribuire).
Si decide così di attrezzare una struttura che possa accettare i malati che non hanno più spazio negli ospedali. Ricordate? Si cominciavano a ventilare ipotesi tragiche di scelta tra i malati: quelli più “compromessi” potrebbero, o sono stati, sacrificati.
Dove farlo? servono tanti letti (leggi: spazio), una struttura già predisposta per richieste elettriche, carico e scarico merci, spazi di parcheggio per ambulanze, semplicità logistiche e di connessione con gli ospedali della città.
Viene scelta la Fiera, risponde a tutti i requisiti ed è la struttura migliore per allestire spazi “custom” (lo fanno ogni mese).
Anche le legioni più critiche del bar sport non dicono nulla. Sì, quell’ospedale l’ha voluto la squadra avversaria, ma hanno paura di essere uno di quei pazienti che verranno rifiutati da ospedali senza più posti in terapia intensiva.
I lavori procedono rapidi, tutti sono in attesa del completamento per tirare un piccolo respiro di sollievo. Poi succede una cosa imprevista: i contagi cominciano a rallentare la loro corsa. La pressione sugli ospedali cala pian piano.
La politica ormai si sente sanitariamente al sicuro, quindi può cominciare le sue basse polemiche di parte. Parte così l’allegra macchina da guerra del fango. È una macchina potente perché in questo paese coinvolge trasmissioni televisive, quotidiani, social e, come ormai è evidente anche ai muri, anche alcune aree della magistratura. La bandiera è quella solita del lanciare accuse, sospetti, ironia, indagini… non è importante analizzare correttamente, basta sparare in ogni direzione: i tifosi della curva assorbiranno qualsiasi cosa gli venga data in pasto senza porsi alcun dubbio e qualcosa resterà attaccato anche agli altri.
L’ospedale non può essere attaccato per spreco di risorse pubbliche e questa non è una cosina da poco, nel nostro paese è quasi tutto uno spreco di risorse pubbliche. In questo caso no, è stato finanziato con fondi privati, quei loschi figuri degli imprenditori hanno deciso di donare risorse per la città.
Ma la nostra allegra macchina da guerra non penserete si fermi di fronte a queste piccolezze… devono inventarsi qualcosa.
Ecco: “ha, ha, avete fatto l’ospedale e non serve!” Invece di essere contenti che la pandemia non abbia mietuto ancora più vittime, si gioca la carta comica.
Oppure: “Non dovevano esserci centinaia di posti letto? dove sono?”. Questo appunto va in contrasto con il primo: prima dite che non serve e poi che volevate più posti letto? Strano mondo. La logica invece semplicemente vuole che essendo rientrato il picco dell’emergenza si attenda prima di attrezzare ulteriori posti. Ma logica e politica sono molto più distanti di quanto immaginiate.
Altra chicca, questa volta lanciata dai tifosi del reparto medico (sì, gli allegri soldati sono nascosti ovunque): “le terapie intensive vanno fatte negli ospedali, fuori non servono!”. Già, probabilmente vero in tempo di pace, ma gli ospedali non solo non avevano neanche un metro quadro libero durante i picchi dell’epidemia, ma gli spazi di manovra erano così ristretti che si poteva entrare per acne e… non uscirne più.
Inoltre sono tutti contenti che si trasferiscano pazienti in Germania a curarsi, ma in Fiera no, è troppo distante. Giusto, non fa una piega.
L’attacco, come al solito, è così massiccio che anche qualche moderato comincia a porsi dei dubbi (dubbi? una cosa impensabile per gli altri). “Perfetto, obiettivo raggiunto! Passiamo a buttare fango su qualcos’altro. Chi si inventa qualcosa? D’altronde se occupiamo tutti gli spazi mediatici sugli attacchi scomposti, gli altri dovranno passare il tempo a difendersi e non potranno mettere in evidenza le nostre totali mancanze”.
L’ospedale della Fiera, per ora, non è servito. Dovrebbe essere una buona notizia, no? Significa che l’emergenza è stata molto grave, ma non disastrosa. Non solo, significa anche che se dovesse esserci una seconda ondata, abbiamo uno spazio allestito per far fronte all’emergenza. Altra bella notizia, non trovate?
Ma no, facciamo ironia, polemica politica, qualche indagine e occupiamo gli spazi con la melma, mi raccomando. Ne abbiamo tutti un gran bisogno per distrarre le persone.


