Durante il lockdown l’amministrazione cittadina sonnecchia. Quando apre gli occhi lo fa per compiere i soliti danni (ricordiamo i #milanononsiferma, le invettive contro lo smart working, le raviolate a chinatown…)
Tutti si aspettano aiuti concreti a imprese e cittadini, ma il Comune è capace unicamente di mettere i bastoni tra le ruote (letteralmente) ad aziende, uffici, lavoratori e residenti.
I dehor sono l’ultima geniale trovata. Baretti e ristoranti hanno capienza ridotta? Beh, basta occupare tutte le strade con i tavolini!
Voi ovviamente pensate che qualcuno in giunta si sia alzato e abbia chiesto: “tutto bello, ma in una città in perenne crisi di parcheggi, i residenti dove parcheggeranno le auto?”, beh, scordatevelo. Alla giunta di dove sostino lavoratori, anziani, famiglie, e mezzi in genere, non ne può fregare di meno.
Parliamoci chiaro. I dehor sono un’azione di prepotenza inaudita contro i propri cittadini e servono pochissimo ai locali.
Beh, almeno vi aspetterete regole stringenti per ottenere i permessi. Non scherziamo, qualsiasi localino che pre lockdown aveva al massimo tre clienti all’interno può occupare anche lo spazio di sosta di 3/4 auto.


